Tra insegnanti italiani sotto attacco, da una parte, e samurai giapponesi feriti (ma non vinti), dall’altra, in queste settimane nessuno ha però dimenticato l’esempio di Yara e della sua famiglia. Come ha scritto Antonio Socci, questa ragazza non è la protagonista di una storia dell’orrore, perché sono i suoi assassini che sprofondano nell’orrore, «lei invece è la protagonista eroica di una luminosa storia di dignità».
Oltre alla vicenda di Yara, comunque, anche il sisma e lo tsunami che hanno sconvolto una delle massime potenze industriali, hanno consentito di riscoprire la scuola come luogo in cui parlare della vita e della morte; luogo in cui si educa anche ad affrontare l’una e l’altra nel modo giusto.
