L’introduzione della figura del maestro unico (prevalente) alla scuola primaria, per il corrente anno scolastico, aveva suscitato non poche preoccupazioni e polemiche. Per molti sarebbe stata una scelta condivisibile solo a patto di dare giusta collocazione ai docenti in esubero. Per altri sarebbe stato solo un ritorno al passato, che sarebbe andato a discapito della qualità dell’insegnamento. Ma così non è stato. Anzi, pare che stiano trovando conferma le considerazioni di chi, come il filosofo Giuseppe Savagnone sulle pagine del Giornale di Sicilia, aveva sostenuto che il maestro prevalente avrebbe offerto agli alunni un punto di riferimento, con notevoli vantaggi per la loro crescita, vantaggi “tanto più evidenti proprio nella nostra società complessa e frammentata, dove il pericolo maggiore per i più giovani non è una povertà, ma un eccesso di stimoli, di opportunità, di prospettive, che essi non sono capaci di metabolizzare e che perciò compromettono la loro unità interiore”.
Articoli sul mondo della scuola tratti dall'omonima rubrica del mensile "Fogli" - A cura di Sergio Fenizia
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lunedì 22 agosto 2011
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